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Acquistare da una società in crisi: vantaggi e rischi

  • Categoria dell'articolo:Diritto civile
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Avvocato Berti

Introduzione

Acquistare da una società in crisi può sembrare un’occasione da cogliere al volo: prezzi ribassati, margini di trattativa più ampi, disponibilità immediata di beni o servizi. Tuttavia, dietro queste opportunità si nascondono rischi giuridici molto concreti, che possono trasformare un affare apparentemente vantaggioso in un problema complesso e costoso. In questo articolo analizziamo in modo pratico cosa fare e cosa evitare quando si decide di acquistare da un’impresa in difficoltà economica, alla luce delle norme del Codice Civile, del Codice della Crisi d’Impresa e delle più recenti sentenze della Corte di Cassazione. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per valutare la convenienza dell’operazione, prevenire responsabilità inattese e tutelare il proprio investimento. Lo Studio Legale Berti e Toninelli, con sede a Pistoia e attivo in tutta la Toscana, offre un supporto specializzato in diritto civile e diritto penale dell’economia, assistendo privati e imprese nella valutazione dei rischi, nella redazione di contratti sicuri e nella gestione delle controversie. Grazie all’esperienza maturata nei tribunali toscani e alla conoscenza aggiornata della giurisprudenza, lo Studio rappresenta un punto di riferimento per chi vuole acquistare in modo consapevole e protetto.

COSA SIGNIFICA “SOCIETÀ IN CRISI” E PERCHÉ RICONOSCERLO È FONDAMENTALE

Quando si parla di “società in crisi”, non ci si riferisce solo all’impresa già fallita o in liquidazione giudiziale, ma anche a quella che presenta squilibri economico-finanziari tali da compromettere la continuità aziendale. Il Codice della Crisi d’Impresa (d.lgs. 14/2019) definisce la crisi come l’inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni.

Ciò significa che un’impresa può apparire operativa, ma essere già in una situazione di tensione finanziaria.

Per l’acquirente, riconoscere questi segnali è essenziale: una società in crisi può non consegnare il bene, può non garantire la qualità promessa o può essere coinvolta in procedure concorsuali che rendono inefficace il contratto. La Cassazione ha chiarito che la buona fede dell’acquirente non basta a proteggerlo dalla revocatoria fallimentare se esistevano indizi evidenti dello stato di crisi (Cass. civ., sez. I, n. 6539/2020). Per questo è fondamentale non ignorare segnali come ritardi nei pagamenti, protesti, cambi frequenti di amministratori o prezzi anormalmente bassi. Agire con prudenza permette di evitare conseguenze gravi e di valutare se l’affare è realmente conveniente.

I SEGNALI DI ALLARME DA NON IGNORARE PRIMA DI ACQUISTARE

Prima di procedere all’acquisto, è essenziale prestare attenzione a una serie di indicatori che possono rivelare una situazione di crisi. Ritardi nei pagamenti ai fornitori, richieste insistenti di acconti elevati, variazioni improvvise dei prezzi, protesti, pignoramenti o frequenti cambi di sede legale sono segnali che non devono essere sottovalutati. La Cassazione ha stabilito che l’acquirente professionale deve adottare una diligenza qualificata nel valutare la solvibilità del venditore (Cass. civ., sez. I, n. 2172/2019).

Ignorare segnali evidenti può essere interpretato come consapevolezza della crisi, con conseguenze rilevanti in caso di revocatoria. Anche il privato deve prestare attenzione, soprattutto quando il prezzo è particolarmente vantaggioso: un ribasso eccessivo può essere un indizio di difficoltà economica. In questi casi, è consigliabile richiedere visure camerali aggiornate, bilanci depositati, DURC e informazioni sulla presenza di procedure esecutive. Agire con prudenza permette di evitare rischi futuri e di valutare se l’affare è realmente sicuro.

IL RISCHIO DI REVOCATORIA FALLIMENTARE: COSA SAPERE E COME EVITARLA

La revocatoria fallimentare è uno dei rischi più rilevanti quando si acquista da una società in crisi.

Gli artt. 166 e seguenti del Codice della Crisi consentono al curatore di annullare gli atti compiuti dall’impresa prima della dichiarazione di insolvenza, se pregiudicano i creditori. La Cassazione ha ribadito che l’acquirente può perdere il bene acquistato se non dimostra la propria buona fede, intesa come ignoranza incolpevole dello stato di crisi (Cass. civ., sez. I, n. 6539/2020).

Per evitare questo rischio, è fondamentale documentare ogni passaggio della trattativa, richiedere garanzie e verificare la situazione economica del venditore. Anche il pagamento del prezzo deve essere tracciabile e proporzionato al valore del bene: un prezzo troppo basso può essere considerato indice di consapevolezza della crisi. Agire con trasparenza e raccogliere prove della propria buona fede è essenziale per tutelarsi da future contestazioni.

Leggi il nostro articolo sulla revocatoria fallimentare degli immobili.

ACQUISTARE BENI MOBILI: CONSEGNA, PROPRIETÀ E RISCHI NASCOSTI

Quando si acquistano beni mobili da una società in crisi, il rischio principale riguarda la mancata consegna o la consegna di beni difettosi. L’art. 1476 c.c. impone al venditore l’obbligo di consegnare il bene e garantirne il pacifico godimento.

Tuttavia, una società in difficoltà potrebbe non avere la disponibilità effettiva del bene o potrebbe essere soggetta a sequestri, pignoramenti o rivendicazioni da parte di terzi. La Cassazione ha chiarito che l’acquirente non è tutelato se il bene è già oggetto di vincoli preesistenti (Cass. civ., sez. II, n. 11234/2021).

Per questo è fondamentale verificare la provenienza del bene, richiedere documenti di proprietà e controllare eventuali gravami. Anche la garanzia per vizi può essere difficile da far valere se la società fallisce poco dopo la vendita. In questi casi, è consigliabile prevedere clausole contrattuali che tutelino l’acquirente o richiedere garanzie aggiuntive.

Leggi il nostro articolo sui vizi occulti nella compravendita.

ACQUISTARE IMMOBILI DA SOCIETÀ IN CRISI: LE TUTELE E I RISCHI

L’acquisto di un immobile da una società in crisi presenta rischi ancora più significativi.

L’art. 2645-bis c.c. consente di trascrivere il contratto preliminare, ma ciò non elimina il rischio di revocatoria. La Cassazione ha stabilito che anche la trascrizione del preliminare può essere revocata se l’acquirente era consapevole della crisi (Cass. civ., sez. I, n. 30416/2018).

Inoltre, l’immobile potrebbe essere gravato da ipoteche, pignoramenti o vincoli urbanistici non dichiarati. È fondamentale effettuare una due diligence approfondita, verificando la situazione catastale, ipotecaria e urbanistica.

Anche il pagamento del prezzo deve essere gestito con attenzione: è consigliabile utilizzare strumenti come il conto dedicato del notaio, che garantisce la restituzione delle somme in caso di problemi. Agire con prudenza permette di evitare di perdere sia l’immobile sia il denaro versato.

ACQUISTARE SERVIZI DA UNA SOCIETÀ IN CRISI: IL RISCHIO DI INADEMPIMENTO

Quando si acquistano servizi, il rischio principale è l’inadempimento. L’art. 1218 c.c. stabilisce che il debitore è responsabile per l’inadempimento salvo prova della causa non imputabile.

Una società in crisi potrebbe non essere in grado di completare il servizio, lasciando l’acquirente senza tutela. La Cassazione ha chiarito che la crisi economica non costituisce causa di forza maggiore (Cass. civ., sez. III, n. 1950/2017). Per questo è fondamentale prevedere clausole contrattuali che tutelino l’acquirente, come penali per ritardi, garanzie di esecuzione o pagamenti dilazionati. Anche la verifica della capacità tecnica e organizzativa del fornitore è essenziale. Agire con cautela permette di evitare di pagare per un servizio che non verrà mai completato.

Leggi il nostro articolo sull’inadempimento contrattuale ed il risarcimento del danno.

IL VANTAGGIO DEL PREZZO BASSO: QUANDO È UN’OPPORTUNITÀ E QUANDO È UN RISCHIO

Uno dei principali motivi per cui si acquista da una società in crisi è il prezzo vantaggioso. Tuttavia, un prezzo troppo basso può essere un campanello d’allarme.

La Cassazione ha stabilito che un prezzo significativamente inferiore al valore di mercato può essere indice della consapevolezza dello stato di crisi (Cass. civ., sez. I, n. 6539/2020). Ciò significa che l’acquirente potrebbe essere coinvolto in una revocatoria fallimentare.

Per evitare questo rischio, è fondamentale documentare la valutazione del bene, richiedere perizie o preventivi comparativi e motivare la convenienza del prezzo. Un prezzo basso può essere un’opportunità solo se supportato da elementi oggettivi, come la necessità di liquidità immediata o la presenza di difetti noti. Agire con trasparenza permette di trasformare un’occasione in un affare sicuro.

COME VALUTARE LA SOLIDITÀ DELLA SOCIETÀ PRIMA DI ACQUISTARE

Prima di concludere l’acquisto, è fondamentale valutare la solidità della società. La visura camerale, i bilanci depositati, il DURC e le certificazioni fiscali sono strumenti essenziali per comprendere la situazione economica. La Cassazione ha chiarito che l’acquirente professionale deve adottare una diligenza qualificata (Cass. civ., sez. I, n. 2172/2019).

Anche il privato deve prestare attenzione, soprattutto quando il prezzo è particolarmente vantaggioso. È consigliabile richiedere referenze, verificare la reputazione online e analizzare eventuali contenziosi pendenti. Agire con prudenza permette di evitare rischi futuri e di valutare se l’affare è realmente conveniente.

LE GARANZIE CONTRATTUALI CHE PROTEGGONO L’ACQUIRENTE

Per tutelarsi, è fondamentale inserire nel contratto clausole che proteggano l’acquirente. Tra queste, la condizione sospensiva legata alla verifica della solvibilità, la garanzia di evizione, la garanzia per vizi e la clausola risolutiva espressa. La Cassazione ha ribadito l’importanza della chiarezza contrattuale (Cass. civ., sez. II, n. 11234/2021). Anche la previsione di un pagamento dilazionato o di un deposito fiduciario può essere utile. Agire con attenzione nella redazione del contratto permette di prevenire problemi futuri e di tutelare i propri diritti.

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