Riba insolute

Riba insolute: come il creditore può gestirle.

Le riba insolute rappresentano un problema importante per le aziende e i professionisti.

Le riba insolute, infatti, oltre a deteriorare i rapporti professionali e commerciali con il cliente, possono comportare costi aggiuntivi per il professionista o l’azienda.
In questo articolo viene brevemente descritto il funzionamento della ricevuta bancaria, sia nella modalità “al dopo incasso” che “salvo buon fine” (riba sbf).
In particolare, gli argomenti trattati sono:


Riba insolute: cos’è la ricevuta bancaria

Prima di affrontare il problema delle riba insolute, occorre illustrare come funziona il meccanismo della riba, riba sbf e dell’anticipo fatture sbf.
La ricevuta bancaria, detta anche ri.ba. o riba, è un servizio che la banca mette a disposizione dei propri clienti, professionisti o aziende, finalizzato a migliorare la gestione degli incassi e dei pagamenti. Consente cioè di incassare i crediti commerciali e di ottenere una sorta di finanziamento. Il costo del servizio dipende dalla banca, ma in genere è relativamente basso.
È sempre più utilizzato dalle aziende italiane e dai professionisti, perché nella modalità “salvo buon fine” (riba sbf), comporta il grande vantaggio di potere ottenere una liquidità immediata dei crediti a lungo termine.
La larga diffusione di questo strumento di pagamento è dovuta anche al largo utilizzo dei sistemi di home banking, tramite cui le aziende e i professionisti possono disporre e monitorare le loro entrate e le loro uscite in maniera più rapida e comoda (ad esempio la contabile bancaria è immediatamente disponibile), senza la necessità di recarsi fisicamente presso gli sportelli bancari.
Per ricevuta bancaria, si intende non solo il servizio offerto dalla banca, ma anche il documento, emesso dal creditore, che ha la funzione di quietanza di pagamento.


Quale differenza tra effetti bancari (cambiali) e riba

Nella pratica commerciale, la ricevuta bancaria ha preso il posto degli effetti bancari (altrimenti conosciuti come cambiali), che comportano costi maggiori, a causa dell’iscrizione degli effetti bancari sui fissati bollati.
Nonostante l’affinità con gli effetti bancari, la ricevuta bancaria non è considerata un titolo di credito, (nemmeno atipico) per la mancanza, tra gli altri, dell’ordine o promessa incondizionata di pagare, del requisito della incorporazione del diritto nel titolo (nel senso che il possesso della ricevuta bancaria riba non determina la titolarità del diritto di credito) e conseguentemente della destinazione alla circolazione.
La banca non acquista il credito, ma funge solamente come soggetto autorizzato alla riscossione. La ricevuta bancaria infatti è un contratto di mandato “in rem propriam” nell’interesse del mandatario, per incassare una certa somma di denaro, accompagnato da una quietanza di pagamento (e cioè la riba vera e propria, che si aggiunge alla contabile bancaria nel caso in cui il pagamento venga effettuato tramite bonifico).
Occorre precisare che la ricevuta bancaria non è una scelta esclusiva del creditore: il debitore può rifiutare questa modalità di pagamento. Questo è un limite presentato anche dagli effetti bancari (cambiale tratta), che devono essere sottoscritti dal debitore.


Quale differenza tra anticipo fatture sbf e riba sbf.

Come le ricevute bancarie, anche l’anticipo fatture sbf sono linee di credito “autoliquidanti.
Il meccanismo di anticipo fatture, di cui abbiamo parlato in questo articolo, è possibile per l’azienda, laddove essa non disponga della ricevuta bancaria, ma intende regolare le transazioni commerciali mediante giroconti o bonifici.
La minore autoliquidabilità del sistema di anticipo fatture sbf, comporta tassi di interesse maggiori rispetto alla riba sbf.


Cosa contiene la ricevuta bancaria riba

Come detto sopra, per ricevuta bancaria si intende sia un servizio offerto dalla banca, sia un documento, emesso dal creditore, che ha la funzione di quietanza di pagamento (da non confondere con la contabile bancaria di un pagamento disposto a mezzo di bonifico). Tale documento contiene alcuni elementi:

  • i dati del creditore,
  • i dati del debitore,
  • l’indicazione del rapporto sottostante (cioè i dati della fattura),
  • il quantum dovuto,
  • le modalità di pagamento,
  • il termine per il pagamento,
  • la firma del creditore.


Come si utilizza una ricevuta bancaria riba

Esistono due modalità di utilizzo ricevuta bancaria, detti “salvo buon fine” (riba sbf) e “al dopo incasso”.
Nel meccanismo di riscossione della ricevuta bancaria, i soggetti in gioco sono:

  • il creditore,
  • il debitore,
  • la banca del debitore,
  • la banca del creditore.

riba insolute


Ricevuta bancaria riba al dopo incasso

Se la riba viene utilizzata “al dopo incasso” il creditore trasmette al debitore la fattura, indicandogli che “seguirà la ricevuta bancaria”.
Contestualmente il creditore invia alla propria banca, la ricevuta bancaria già compilata con gli elementi che abbiamo visto sopra.
La banca del creditore trasmette la ricevuta bancaria con la girata “valuta per l’incasso” alla banca del debitore, che a sua volta ne dà avviso al debitore stesso, di norma venti giorni prima della scadenza della fattura (ma questo varia a seconda della banca di riferimento), affinché provveda al pagamento.
A questo punto, se il debitore versa la somma alla propria banca, ottiene la ricevuta bancaria che vale come quietanza di pagamento. Al momento del pagamento mediante bonifico, al debitore viene rilasciata anche la contabile bancaria.
Successivamente il creditore vedrà la somma, detratte eventuali spese e oneri accessori, accreditata sul proprio conto corrente.


Quali sono gli effetti dell’insoluto riba al dopo incasso

Se invece il debitore non paga entro la scadenza, sia apre il problema delle riba insolute.
La propria banca restituisce la ricevuta bancaria alla banca del creditore.
Al debitore inadempiente verranno addebitati interessi e spese accessorie (oltre ovviamente al capitale) delle riba insolute. Tuttavia, a differenza di quanto succede nel caso di una cambiale insoluta, in caso di riba insoluta il debitore insolvente non subisce la levata di protesto, né la segnalazione alla Centrale Rischi.
Nel caso in cui il debitore resti ancora inadempiente, potrebbe subire un procedimento legale, con conseguente addebito a suo carico delle relative spese.


Ricevuta bancaria riba salvo buon fine

Il motivo del successo della ricevuta bancaria, come accennato sopra, è la possibilità per il creditore, di potere ottenere una immediata liquidità di crediti a lungo termine. Ciò è possibile mediante il cosiddetto anticipo salvo buon fine su ricevuta bancaria (riba sbf). La ricevuta bancaria diventa non solo un mezzo per regolarizzare le entrate ed i pagamenti, ma anche un mezzo di finanziamento dell’azienda o del professionista.
In altre parole, la banca anticipa al proprio cliente-creditore l’importo delle fatture prima della scadenza, come anticipo sul futuro incasso.
È appena il caso di accennare che per la ricevuta bancaria salvo buon fine non si tratta di sconto bancario, come definito dall’art. 1858 cod. civ. (“il contratto col quale la banca, previa deduzione dell’interesse, anticipa al cliente l’importo di un credito verso terzi non ancora scaduto, mediante la cessione, salvo buon fine, del credito stesso”) poiché, si ribadisce, nella ricevuta bancaria non vi è cessione del credito. Inoltre l’anticipazione della somma di denaro non è correlata alla natura della riba (che come detto, non si tratta di un titolo di credito, né di un titolo improprio, né di un documento di legittimazione), ma è legata alla valutazione di affidamento della banca in ordine alla futura riscossione del credito.
Proprio in virtù di questa valutazione di affidamento sulla solvibilità del debitore, la modalità della ricevuta bancaria riba salvo buon fine presenta costi e rischi oltre agli indubitabili vantaggi.
La riba salvo buon fine ha un costo. A fronte del servizio di “finanziamento” offerto dalla banca, il creditore deve corrispondere i costi di commissione e gli eventuali interessi relativi al periodo intercorrente tra l’anticipo delle somme e l’effettivo pagamento del debitore.
Come detto, rispetto al meccanismo dell’anticipo fatture sbf, gli interessi sono solitamente minori.
In secondo luogo, il servizio di ricevuta bancaria salvo buon fine sbf non è esente da rischi, a causa della probabilità di riba insoluta.


Quali sono gli effetti dell’insoluto riba salvo buon fine

In caso di riba insoluta, se cioè alla scadenza della fattura il debitore non ha provveduto al pagamento, il creditore dovrà restituire alla banca la somma da questa anticipata, maggiorata di spese, interessi ed eventuali penali. Questo perché, si ribadisce, la ricevuta bancaria salvo buon fine non costituisce cessione del credito, di cui rimane titolare il creditore, ma è un contratto di mandato all’incasso.
Inoltre, in caso di riba insoluta, il creditore vedrà peggiorare il proprio rating aziendale. Il mancato pagamento della ricevuta bancaria comporta infatti la segnalazione di un evento negativo nella centrale rischi (cioè l’archivio della Banca d’Italia che contiene le informazioni sul rapporto tra l’azienda e la banca) del creditore, indicato come “cattivo pagatore”.


Come il creditore può gestire le riba insolute

Il rischio di un insoluto riba è decisamente spostato a carico del creditore.
Come abbiamo visto, in caso di riba insolute, la banca del debitore restituisce alla banca del creditore la ricevuta bancaria, con l’annotazione di insoluto riba.
Le riba insolute presentano tre generi di problemi.
Il primo è di natura commerciale: in caso di riba insoluta, i rapporti commerciali tra azienda (o professionista) e cliente possono deteriorare, a tal punto di interrompersi totalmente.
In secondo luogo, c’è il problema più strettamente economico. Se tuttavia, in caso di riba insolute “a dopo incasso”, il problema del creditore è limitato al mancato incasso della somma indicata nella fattura, ben più complessa la situazione in caso di riba insolute, quando queste siano state emesse salvo buon fine.
L’azienda (o il professionista) deve non solo restituire la somma “finanziata” della banca, ma deve altresì corrispondere spese, interessi e possibili sanzioni. Le riba insolute ricadono cioè nella responsabilità del creditore, e non su quella del debitore.
In terzo luogo, l’azienda o il professionista vengono segnalati nella Centrale Rischi della Banca d’Italia quali cattivi pagatori, il che può compromettere future operazioni di finanziamento.
Risulta pertanto fondamentale, per il creditore, aprire immediatamente una procedura di recupero crediti, per fronteggiare le riba insolute. Ne abbiamo parlato in questo articolo.
Nel caso in cui il debitore palesi al debitore le difficoltà nel pagamento, prima di incorrere in riba scadute, è consigliabile concordare modalità di pagamento che siano flessibili.
In questi casi, talvolta, la soluzione preferibile è che sia lo stesso creditore a pagare, temporaneamente, le riba insolute. Questo consente di non incorrere nell’addebito dei costi e nelle spiacevoli conseguente derivanti dall’insoluto riba sbf.
Nel caso in cui questo non sia possibile o non sia sufficiente, e comunque successivamente alla data di scadenza delle riba insolute, occorre rivolgersi ad un avvocato, per la valutazione dei presupposti di fatto e di diritto per il recupero crediti. Una volta superata positivamente questa fase di “studio”, occorre procedere quanto prima ad una lettera di sollecito e messa in mora, richiedendo il pagamento delle riba insolute. Se la fase stragiudiziale non ha successo, occorre valutare se è opportuno che il creditore richieda il pagamento delle riba insolute mediante un processo civile.


Come le riba insolute possono essere gestite dal debitore.

Il debitore si espone ai nefasti effetti dell’insoluto riba in misura minore rispetto al creditore. Ciò non implica però che gli effetti dell’insoluto riba per il debitore siano trascurabili.
In situazioni di crisi economica, è importante sapere gestire il mancato pagamento di una ricevuta bancaria. Come abbiamo visto, questo potrebbe infatti comportare l’addebito di costi (spese ed interessi) da parte della banca, nonché una segnalazione alla Banca d’Italia (ma non nella Centrale Rischi).
Non solo. Il deterioramento o addirittura l’interruzione dei rapporti con il fornitore, a causa delle riba insolute, potrebbe determinare il blocco dell’attività produttiva, e di qui i mancati incassi e a sua volta l’impossibilità di far fronte ad altri pagamenti. Le riba insolute, spesso mettono in moto un circolo vizioso che può sfociare in una grossa crisi aziendale.
Per questi motivi è necessario intervenire tempestivamente per arginare gli effetti delle riba insolute.
In primo luogo, è opportuno contattare il fornitore e la banca prima della scadenza della ricevuta bancaria, quantomeno per tentare di salvare i rapporti commerciali.
Nel caso in cui l’impossibilità di pagare le riba insolute si protragga nel tempo, è opportuno contattare un avvocato, per valutare la possibilità di accordarsi con il fornitore per un pagamento a saldo e stralcio delle riba insolute. Della procedura di saldo e stralcio, abbiamo parlato in questo articolo.


Riba insolute e corona virus

A seguito della sospensione forzata delle attività commerciali, per arginare il diffondersi del corona virus, il Governo ha disposto una serie di misure a sostegno di professionisti ed imprese.
Una di queste misure è contenuta all’art. 56 del decreto legge n. 18/2020, in relazione alle esposizioni debitorie nei confronti di banche, di intermediari finanziari previsti dall’articolo 106 del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e degli altri soggetti abilitati alla concessione di credito.
Il comma 2 lett. b) prevede infatti che “per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 31 gennaio 2021 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 31 gennaio 2021 alle medesime condizioni”.
In buona sostanza, si intende tutelare il creditore, concedendo un margine di tempo più ampio in caso di riba insolute. Nel caso in cui l’azienda o il professionista abbia emesso fatture, ottenendo dalla banca l’anticipazione delle somme indicate, a cui però sono seguite riba insolute, i termini per la restituzione sono “congelati” fino al 31 gennaio 2021.


Ricevuta bancaria riba e sepa direct debit sdd

Il Sepa direct debit SDD è, in buona sostanza, l’equivalente al livello europeo del rapporto interbancario diretto RID, che è stato sostituito proprio dal SDD dal primo febbraio 2014.
Si tratta di un servizio offerto dalla banca che, su autorizzazione del proprio cliente, provvede al pagamento in nome e per conto di questo di tutte le fatture che pervengono dal medesimo soggetto.
La domiciliazione bancaria delle utenze domestiche (telefono, luce, gas…) è il classico esempio di RID-SDD.
Peraltro, il servizio SDD non prevede in genere costi di gestione.
È chiara la differenza tra questo servizio e la ricevuta bancaria riba: si tratta in entrambe i casi di servizi che consentono una semplificazione e una razionalizzazione dei pagamenti e degli incassi, ma la riba è un servizio offerto al creditore, mentre la SDD è offerto al debitore.


Il reato della ricevuta bancaria riba falsa

L’art. 137 del Testo Unico Bancario prevede il reato di mendacio e sanziona “salvo che il fatto costituisca reato più grave, chi, al fine di ottenere concessioni di credito per sé o per le aziende che amministra, o di mutare le condizioni alle quali il credito venne prima concesso, fornisce dolosamente ad una banca notizie o dati falsi sulla costituzione o sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria delle aziende comunque interessate alla concessione del credito, è punito con la reclusione fino a un anno e con la multa fino ad € 10.000. Nel caso in cui le notizie o i dati falsi siano forniti ad un intermediario finanziario, si applica la pena dell’arresto fino a un anno o dell’ammenda fino ad € 10.000.”.
Pertanto, l’imprenditore o il professionista che consegna alla banca una ricevuta bancaria riba su una fattura falsa o inesistente, al fine di ottenere una certa liquidità di denaro tramite l’anticipo delle somme salvo buon fine, commette il reato di cui all’art. 137 TUB.
Nella pratica purtroppo accede che la consegna di una ricevuta bancaria riba “falsa” sia la prima di una lunga serie. Infatti quando la banca vede che la prima fattura non viene pagata (perché inesistente) addebita la somma anticipata, gli interessi e le spese sul conto corrente del cliente mendace, il quale, a sua volta, per rientrare di questo addebito, presenterà nuove ricevute bancarie riba “false”, di importo sempre maggiore, dando il via ad un circolo vizioso.

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