successione necessaria

La successione necessaria

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Cos'è la successione necessaria

Si parla di successione necessaria con riferimento a quell’ambito del fenomeno successorio che vede quali beneficiari i parenti più stretti del de cuius, chiamati legittimari, che hanno diritto per legge ad una quota dell’asse ereditario.

In base all’art. 536 del codice civile, i legittimari sono il coniuge, i figli e i genitori del de cuius (ma non i fratelli o le sorelle) ed hanno diritto a ricevere una parte del patrimonio del defunto, anche se lo stesso aveva disposto diversamente con un testamento.

Successione necessaria e legittima non sono due tipologie differenti del fenomeno successorio, ma piuttosto la prima è un rimedio ad un vizio della seconda: si applica la successione necessaria quando c’è stata una violazione delle quote di eredità riservate ai legittimari, e ciò può avvenire sia all’interno della successione testamentaria, quando le disposizioni del testamento violano le quote riservate, oppure all’interno della successione legittima (in assenza cioè di un valido testamento) qualora il defunto abbia, quando era in vita, elargito donazioni ai futuri eredi che abbiano leso le quote riservate.

La successione necessaria può essere invocata dai legittimari lesi nelle loro quote, attraverso un’azione giudiziale detta azione di riduzione

Le quote che la successione necessaria riserva ai parenti stretti sono le seguenti:

  • in mancanza di figli, al coniuge spetta la metà dell’asse ereditario ex art. 540 cod. civ.,
  • se il coniuge concorre con un solo figlio, a ciascuno spetta un terzo dell’asse ereditario (art. 542 c.c. comma 1),
  • se il coniuge concorre con più figli, al primo spetta un quarto dell’eredità, ai secondi complessivamente spetta la metà, da dividere poi per ciascun figlio in parti uguali (art. 542 comma 2 cod. civ.);
  • se l’unico legittimario è il figlio unico, a lui spetta la metà dell’asse ( art. 537  comma 1 cod. civ.)
  • se in mancanza del coniuge concorrono più figli, a tutti spettano complessivamente due terzi dell’eredità, da dividere in parti uguali ( art. 537  comma 2 cod. civ.). Per cui ad esempio se eredi legittimari sono due figli, a ciascuno spetta un terzo; se i figli sono tre, a ciascuno spettano due noni.

Il coniuge non perde il diritto alla legittima in caso di separazione, ma solo all’esito del procedimento di divorzio (mantenendo però eventualmente solo il diritto agli alimenti in presenza dei presupposti) e salvo addebito della separazione.

Soggetti legittimari sono anche gli ascendenti del defunto (e cioè i suoi genitori), ma questi concorrono solamente in caso di assenza di figli. In particolare le quote della successione necessaria per gli ascendenti sono:

  • se non concorre il coniuge del defunto, agli ascendenti spetta complessivamente un terzo del patrimonio ereditario ( art. 538 cod. civ.),
  • se invece gli ascendenti concorrono col coniuge, ai primi spetta un quarto, al secondo la metà (art. 544 cod. civ.).

La parte del patrimonio ereditario che residua dalla successione necessaria, è detta quota disponibile, e può essere attribuita nel testamento secondo la libera volontà del de cuius.

Successione necessaria: come si calcolano le quote

Le quote di ciascuno vengono individuate ricostruendo fittiziamente l’asse ereditario: dalla massa delle posizioni attive e passive (beni, crediti e debiti) che appartenevano al de cuius al momento della morte, si sottraggono le posizioni passive (debiti), ottenendo il “relictum”, e si aggiunge il “donatum” ossia i beni che il defunto ha donato quando era in vita.

Sul patrimonio che ne risulta (relictum + donatum) si calcola la parte spettante a ciascun legittimario.

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