Cash-back: cos’è e come funziona

Cash-back: una guida completa.

Il cash-back, in linea generale, è un meccanismo che consente di ottenere un rimborso parziale della spesa sostenuta.

È notizia di questi giorni che il Governo, nel c.d. “decreto agosto”, abbia previsto un sistema di cash-back al fine di incentivare l’utilizzo dei sistemi alternativi al pagamento in contanti di beni e servizi. Si dovrebbe trattare di un meccanismo mediante cui, pagando l’acquisto di beni o servizi tramite bancomat o carta di credito si accumulano “punti” che vengono trasformati in un rimborso.
In questo articolo, gli argomenti trattati sono:


CASH-BACK: PREMESSA

In realtà, il meccanismo è già previsto nella legge di bilancio n. 160/2019, con l’obiettivo di incentivare i consumi, incentivare l’utilizzo del bancomat e delle carte di credito e ridurre l’evasione fiscale: a differenza del pagamento tramite denaro contante, il pagamento mediante carta di credito o bancomat è tracciabile, pertanto è possibile ricostruire i movimenti economici di chi compra e di chi vende, raffrontandoli poi alla dichiarazione dei redditi.
La pandemia di corona virus, ha distolto l’attenzione del Governo e del Parlamento dal cash-back “di Stato”, verso altre priorità. In tal modo, il sistema di rimborso del cash-back, la cui regolamentazione nel dettaglio era affidata a decreti ministeriali di attuazione, è rimasta lettera morta.
Peraltro, proprio la pandemia ha avuto l’effetto di favorire le transazioni economiche “online” mediante carta di credito e bancomat, accelerando il percorso di progressivo abbandono del pagamento in contanti, che il meccanismo di cash-back, secondo l’intenzione del governo, dovrebbe ulteriormente favorire.
Con il decreto legge n. 104/2020 (decreto agosto) il Governo ha ripreso in mano l’idea del cash-back, modificando leggermente l’impostazione che veniva descritta nella legge di bilancio n. 160/2019. Ma la sua attuazione rimane comunque delegata a regolamenti ministeriali, ad oggi non ancora prodotti.
Del cash-back “di Stato” parliamo più approfonditamente nei paragrafi successivi. Preliminarmente è opportuno illustrare cos’è il cashback, quali sono i vantaggi e gli svantaggi.


COS’È IL CASH-BACK

Cos’è il cashback? Cash-back è un termine inglese che significa, letteralmente, denaro-indietro o rimborso. Si tratta di un meccanismo in base a cui, parte della somma spesa per l’acquisto di beni e consumi viene restituita all’acquirente, che può così beneficiare, a seconda dei casi, di un ritorno di denaro ad ogni acquisto, di un rimborso in denaro una volta effettuata una spesa minima o di un buono sconto su acquisti futuri. Il sistema ha avuto origine nei paesi anglosassoni come strategia di marketing e recentemente si è diffuso anche in Italia, sia negli acquisti presso negozi reali, che negli acquisti effettuati mediati i siti di e-commerce. In particolare, con riferimento a questo secondo aspetto, sono nati alcuni siti di cashback, che favoriscono l’incontro tra domanda ed offerta, mettendo in comunicazione diretta i consumatori-utenti dei siti di cashback con gli e-commerce.
Considerato complessivamente, il cash-back ha una doppia finalità:

  • Incentivare i consumi: maggiore sono gli acquisti, maggiore è la somma risparmiata. L’idea di guadagnare spendendo, e soprattutto quella di un ritorno di denaro ad ogni acquisto, funge da deterrente.
  • Incentivare l’utilizzo della carta di credito e del bancomat.

In realtà, come si vede, il meccanismo del cash-back non è totalmente nuovo. Fa pensare alle “carte fedeltà” e alle “raccolte punti” dei supermercati, in uso oramai da decenni anche in Italia, tramite cui è possibile accumulare “bollini” e punti, per poi spenderli nell’acquisto di altri beni, offerti dallo stesso supermercato.
La differenza con il nuovo sistema è che, nel caso del cash-back, è possibile avere non solo beni di consumo, ma anche denaro contante. Ed inoltre i punti possono essere accumulati mediante acquisti non solo effettuati all’interno del supermercato ma in molti (in alcuni casi in tutti) negozi, reali o virtuali.


QUALI SONO I TIPI DI CASH-BACK

Sulla base di quanto abbiamo appena illustrato, è possibile delineare in linea di massima, tre tipologie di cash-back che sono più spesso utilizzate:

  • cash-back per circuiti di negozi fisici convenzionati;
  • carte di credito cashback;
  • cash-back per circuiti di negozi virtuali convenzionati

Cos’è il cashback per circuiti di negozi fisici convenzionati? In questo sistema, il meccanismo del rimborso si basa sulle spese effettuate presso attività commerciali, siano esse locali o appartenenti a catene di negozi più o meno diffuse sul territorio. È il caso, oltre che di piccoli negozi, anche di supermercati, o agenzie di assicurazioni.
Il servizio cash-back può essere fornito dalla stessa catena di negozi, oppure da un intermediario (pubblico o privato) che crea il circuito di negozi, favorendone la visibilità da parte del consumatore finale, che viene in questo modo invogliato a compiere i propri acquisti presso i negozi convenzionati.
Talvolta, con questo sistema, viene fornita una “carta cash-back”, su cui gli acquisti di beni e servizi vengono tradotti in “punti”, che a loro volta rendono possibile usufruire del rimborso. La carta cash-back serve unicamente a registrare gli acquisti ed i punti accumulati e, a differenza di una carta di credito con cash-back, non è possibile effettuare pagamenti. È, in buona sostanza, simile ad una carta-fedeltà.
Cos’è il cashback per circuiti di negozi virtuali convenzionati? Questo sistema funziona analogamente a quello visto sopra. Gli utenti registrati (in genere gratuitamente) ai siti di cashback, possono sfruttare il meccanismo facendo acquisti nei negozi affiliati (reali o virtuali), per i quali dovrebbe essere previsto un ritorno di denaro ad ogni acquisto.
Rispetto al cash-back nei negozi reali, vi sono alcune differenze.
In primo luogo, l’adesione al servizio cashback avviene mediante la registrazione ad uno o più siti di cashback, che contengono i collegamenti ai vari e-commerce presso cui effettuare gli acquisti di beni o servizi. In secondo luogo, gli acquisti avvengono online su un circuito di negozi che, in genere, è molto più vasto rispetto ai negozi fisici. Infine, non è previsto l’utilizzo di una carta cash-back, ma seguendo le istruzioni fornite nei vari siti di cashback, gli acquisti ed i punti vengono registrati automaticamente.
Occorre precisare che quelle qui trattate sono le tipologie di cash-back più frequenti, ma è possibile che ve ne siano altre che operano sia su negozi online che su negozi fisici.


COSA SONO LE CARTE DI CREDITO CON CASH-BACK

Cos’è il cashback nelle carte di credito? Alcune carte di credito offrono la possibilità di sfruttare il meccanismo che abbiamo illustrato nei paragrafi precedenti, come servizio aggiuntivo, che può essere gratuito oppure a pagamento.
Le carte di credito cashback registrano gli acquisti effettuati nei negozi affiliati, ovviamente utilizzando la stessa carta di credito cashback, e permettono di ottenere talvolta un ritorno di denaro ad ogni acquisto, talvolta l’accumulo di “punti” che poi possono essere convertiti in denaro o in buoni sconto.
In alcuni sistemi di carte di credito cashback, il sistema è utilizzabile non solo nei negozi reali o virtuali affiliati, ma in qualsiasi esercizio commerciale. È il caso, ad esempio, della carta di credito cashback offerta da alcune banche o finanziarie.
Il sistema delle carte di credito cashback è collegato al conto corrente, tramite la stessa carta di credito, pertanto il rimborso può essere accreditato direttamente su di esso. Sotto questo profilo, esistono due tipologie di carte di credito cashback:

  • carta di credito cashback che richiede l’apertura di un nuovo conto corrente,
  • conto corrente già esistente su cui appoggiare la carta di credito cashback.

Anche i prezzi del servizio di cash-back possono variare.
Spesso si tratta di carte di credito cashback gratuite: non richiedono alcun costo per il servizio di cash-back,
Vi sono poi carte di credito cashback a pagamento: che richiedono il pagamento di una somma periodica o “una tantum” all’apertura del conto corrente.
Infine, una soluzione intermedia è rappresentata dalle carte di credito cashback a pagamento, ma gratuite solo se si raggiunge una certa soglia di acquisti.
Ne consegue che la convenienza di usufruire del cash-back è data da molti fattori: dal costo del servizio, dal numero di acquisti che si programma di fare, dal numero e dal tipo di esercizi commerciali convenzionati.


CHI OFFRE IL SERVIZIO DI CASH-BACK

Non solamente i siti di cashback offrono questo servizio.
Il sistema, essendo altamente attrattivo, poiché consente di “risparmiare guadagnando” si è rapidamente diffuso.
Il servizio cash-back può essere offerto da:

  • gli stessi esercenti, reali o virtuali, che vendono i prodotti o i servizi. In questo caso, gli acquisti devono essere ovviamente svolti all’interno degli stessi negozi o della catena di negozi;
  • società di cash-back che non vendono prodotti o servizi, ma si occupano solamente di fornire il servizio di cash-back. Svolgono cioè la funzione di intermediazione tra i negozi ed il consumatore. Questi soggetti stringono accordi commerciali sia con piccole e medie imprese, sia con le grandi aziende anche nell’ecommerce, offrendo a queste marketing e visibilità, in cambio di un contributo economico, che viene condiviso con l’utente.

Ad esempio, è possibile usufruire del servizio di cash-back messo a disposizione da:

  • Piattaforme online;
  • Aziende di servizi per le imprese;
  • Associazioni di esercizi commerciali locali o camere di commercio;
  • Banche e istituti di credito;
  • Assicurazioni;
  • Catene di negozi e supermercati

Tra le varie piattaforme online, si segnalano i siti scommesse cashback. Talvolta il sistema cash-back è offerto in via promozionale.


QUALI SONO I VANTAGGI DEL CASH-BACK PER I NEGOZI

Cos’è il cashback sotto il profilo del vantaggio per gli e-commerce affiliati ai siti di cashback ed in genere per i negozi appartenenti al circuito? Il vantaggio principale per i negozi virtuali del “circuito” è quello di venire a contatto con un numero maggiore di potenziali consumatori, grazie all’attrattiva della formula. In questo modo, dietro il pagamento di una somma di denaro, possono aumentare la loro visibilità e, indirettamente, aumentare le loro vendite.
Altro vantaggio del negozio è quello di fidelizzare il cliente, soprattutto nei casi in cui a questi è promesso non un rimborso sulla spesa, ma un buono sconto su un futuro acquisto.


QUALI SONO I VANTAGGI DEL CASH-BACK PER IL CONSUMATORE

Cos’è il cashback sotto il profilo del vantaggio per il consumatore? Il “guadagno” per il consumatore può assumere varie forme. Dipende dalle formule di cash-back. Si può trattare, ad esempio, di:

  • un ritorno di denaro ad ogni acquisto, effettuato mediante il sistema cash-back. Tuttavia, questa tipologia di cash-back non è diffusa in Italia. Nella stragrande maggior parte dei casi, non ogni singolo acquisto dà diritto al rimborso, ma occorre accumulare un certo numero di acquisti o di punti;
  • un ritorno di denaro ad ogni acquisto solo al superamento di una soglia di spesa, che può essere raggiunta con un singolo acquisto oppure con più spese di importo minore. Ad esempio, può essere richiesto di effettuare una spesa minima di 1.000,00 €;
  • un ritorno di denaro ad ogni acquisto solo al superamento di una soglia di somma rimborsabile. Ad esempio, può essere richiesto di accumulare un rimborso di almeno 50,00 €. Occorre fare attenzione ai casi in cui questo salvadanaio virtuale ha una scadenza, dopo la quale la somma non riscossa viene azzerata;
  • un ritorno di denaro ad ogni acquisto, oppure con le modalità sopra descritte, non sotto forma di rimborso, ma di buono-sconto su acquisti futuri;
  • un ritorno di denaro ad ogni acquisto, oppure con le modalità sopra descritte, sotto forma di uno sconto sul saldo mensile dovuto, nel caso di utilizzo di una carta di credito cashback collegata ad un istituto di credito.

Altro vantaggio per il consumatore è dato dal sistema di referenza che alcuni siti di cashback permettono, di cui parliamo nei paragrafi successivi.
Peraltro, sui “guadagni” ottenuti tramite il cash-back non sembrano esserci conseguenze sul piano fiscale, non trattandosi di un vero e proprio reddito, ma di una forma di rimborso promozionale.


QUANTO SI RISPARMIA CON IL CASH-BACK

A prescindere dalla modalità di rimborso, il risparmio che si può ottenere può essere più o meno elevato. Questo dipende da alcuni fattori.
In primo luogo, ovviamente, c’è il volume di acquisti: più si spende, più si risparmia. Questo è vero anche con riferimento alla percentuale di risparmio. Ad esempio, può essere previsto che per acquisti fino a 5.000€ si possa risparmiare il 5%, e per acquisti superiori, si possa risparmiare il 10%.
In alcuni casi il tasso di risparmio può essere più basso, ma viene applicato per qualsiasi spesa e non limitatamente agli acquisti effettuati presso i servizi convenzionati.
Tuttavia, i benefici del sistema cash-back possono essere compensati o ridimensionati dal fatto che, in alcuni casi, per utilizzare il servizio cash-back, venga richiesto il pagamento di una somma di denaro, ad esempio al momento della registrazione ai siti di cashback, o se si decide di utilizzare una carta di credito cashback, al momento dell’apertura del conto corrente.


COSA CI GUADAGNANO I SITI DI CASHBACK?

Cos’è il cashback sotto il profilo del vantaggio per gli intermediari ed i siti di cashback? In cambio del servizio di mediazione tra domanda e offerta, gli intermediari ed i siti di cashback ricevono dai negozi affiliati una commissione in denaro, che può essere una somma fissa o una percentuale sul volume di affari generati grazie all’intermediazione.
Inoltre, talvolta l’acquisto del servizio cash-back e la registrazione ai siti di cashback non è gratuita, ma poter usufruire del meccanismo di ritorno di denaro ad ogni acquisto, occorre spendere una certa somma di denaro.
Non solo. Oltre all’immediato ricavo economico, un altro guadagno per gli intermediari e i siti di cashback è la mole di dati ed informazioni che questi acquisiscono circa le abitudini dei consumatori. I dati personali costituiscono infatti veri e propri beni immateriali, che i siti di cashback possono utilizzare (ad esempio con campagne di marketing) oppure vendere. Registrandosi ed utilizzando il servizio, ciascun consumatore fornisce agli intermediari (siti di cashback) le informazioni sulle proprie abitudini: cosa e dove acquista, cosa mangia, se e quali sono i suoi problemi di salute, quanto spende o è disposto a spendere al mese, quante volte va al ristorante, ogni quanto tempo si compra un nuovo paio di scarpe….
Sulla base di queste informazioni, il consumatore viene “profilato”. Viene creato cioè il profilo di ciascuno, sulla base del quale le aziende specializzate creano pubblicità mirate, cucite addosso ad ogni singolo consumatore, e per questo altamente persuasive.
Alla luce di tutto ciò, è fondato ritenere che chi guadagna veramente dal cash-back è l’azienda di intermediazione (o siti di cash-back), mentre per il consumatore la convenienza può essere molto limitata o addirittura nulla.


IL VANTAGGIO DEL CASH-BACK: IL SISTEMA DI REFERENZA

Cos’è il cashback con sistema di referenza (referral in inglese)? Alcuni siti di cashback offrono la possibilità di aumentare i vantaggi. È possibile infatti ricevere un ritorno di denaro ad ogni acquisto fatto non solo personalmente, ma anche da parte di amici o persone che sono state invitate a registrarsi ai siti di cashback. Si tratta, quindi, di un incentivo a diffondere l’utilizzo di carte di credito per cashback.
Facciamo un esempio. Tizio, già possessore di una carta di credito cashback che prevede un piano referrals, convince l’amico Caio a sottoscrivere la medesima carta di credito cashback. Gli acquisti effettuati da Caio frutteranno sia un rimborso per lo stesso, ed anche, in misura minore, per Tizio.
In alcuni casi, è previsto un doppio livello di referenza. Ciò vuol dire, seguendo l’esempio di prima, che se Caio convince l’amico Sempronio a sottoscrivere la stessa carta di credito cashback, gli acquisti effettuati da quest’ultimo frutteranno un risparmio per tutti e tre, ovviamente in misura diversa.
E così via, fino a poter “guadagnare” dagli acquisti dell’amico, dell’amico, dell’amico …….
Il sistema di referral dei siti di cashback si avvicina, per certi aspetti, alle vendite di prodotti e servizi con il sistema del multi level marketing.


CASH-BACK E MARKETING MULTI LIVELLO

Il multi level marketing (MLM), che di per se stesso è considerato lecito, consiste in un meccanismo per il quale un venditore di un prodotto o servizio, che lavora per un’azienda che sfrutta il MLM, ottiene una commissione non solamente dalle vendite effettuate personalmente, ma anche da quelle concluse da altri venditori, che sono entrati in azienda grazie all’invito del primo. E se questi inseriscono nella rete di vendita altre persone, il primo guadagna dalle vendite concluse anche da questo secondo livello di venditori. E così via.
Inoltre, per entrare nella rete di vendita, è richiesto il pagamento di una somma di denaro, talvolta sottoforma di acquisto dei beni e servizi che l’azienda offre. Di questa quota di ingresso, una parte va al “reclutatore”.
Si ribadisce che, per come descritta fino ad ora, il sistema di vendite multilivello è legale, quando cioè l’incentivo economico dei venditori consiste:

  • principalmente, nella commissione sulle vendite proprie e delle persone “reclutate”;
  • in misura marginale o comunque minore, in una quota delle iscrizioni dei soggetti reclutati.

La differenza principale tra il sistema multi livello e quello del cash-back, per come lo abbiamo descritto nei paragrafi precedenti, è che nel secondo non si tratta di promuovere la vendita di beni e servizi, ma al contrario, di promuoverne l’acquisto.
Ciò detto, anche le aziende intermediarie (come i siti di cashback) possono utilizzare il sistema di marketing multi livello, avvalendosi di un sistema di collaboratori che promuovono il servizio cash-back.

cash-back


QUANDO IL SISTEMA PIRAMIDALE NON È LEGALE

Il meccanismo del multi level marketing diventa invece illegale quando, ai sensi dell’art. 5 della legge 173/2005l’incentivo economico primario dei componenti la struttura si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti piuttosto che sulla loro capacità di vendere o promuovere la vendita di beni o servizi determinati direttamente o attraverso altri componenti la struttura.”
In altre parole, la vendita piramidale non è consentita quando il guadagno principale del venditore non deriva dalle vendite proprie e dei soggetti reclutati, ma dalla “quota di ingresso” di questi ultimi.
Si tratta di uno schema destinato al collasso, poiché per i nuovi membri, dopo avere pagato la quota di ingresso, è sempre più difficile reclutare altre persone, fin quando non diventa di fatto impossibile. Il che si traduce, essendo il guadagno principale costituito dall’entrata di nuovi membri (e non nelle commissioni sulla vendita di prodotti e servizi), nella inesorabile perdita dell’investimento iniziale.


QUANDO IL CASH-BACK è ILLEGALE

Non solo. L’art. 5 sopra citato continua affermando che “è vietata, altresì, la promozione o l’organizzazione di tutte quelle operazioni, quali giochi, piani di sviluppo, “catene di Sant’Antonio“, che configurano la possibilità di guadagno attraverso il puro e semplice reclutamento di altre persone e in cui il diritto a reclutare si trasferisce all’infinito previo il pagamento di un corrispettivo”.
In queste operazioni potrebbero rientrare anche quei sistemi di cash-back con referral che richiedono una quota di adesione e che ne trasferiscono una fetta al “reclutatore”, laddove questa fetta diventasse la fonte principale del guadagno, relegando le commissioni sulle vendite di prodotti e servizi un ruolo marginale o subordinato.
Come capire se siamo in presenza di un sistema illegale? L’art. 6 della legge citata indica alcuni “segnali” o elementi presuntivi, che dovrebbero far sospettare la presenza di un meccanismo illegale. Questi sono:
a) “l’eventuale obbligo del soggetto reclutato di acquistare dall’impresa organizzatrice, ovvero da altro componente la struttura, una rilevante quantità di prodotti senza diritto di restituzione o rifusione del prezzo relativamente ai beni ancora vendibili, in misura non inferiore al 90 per cento del costo originario, nel caso di mancata o parzialmente mancata vendita al pubblico;
b) l’eventuale obbligo del soggetto reclutato di corrispondere, all’atto del reclutamento e comunque quale condizione per la permanenza nell’organizzazione, all’impresa organizzatrice o ad altro componente la struttura, una somma di denaro o titoli di credito o altri valori mobiliari e benefici finanziari in genere di rilevante entità e in assenza di una reale controprestazione;
c) l’eventuale obbligo del soggetto reclutato di acquistare, dall’impresa organizzatrice o da altro componente la struttura, materiali, beni o servizi, ivi compresi materiali didattici e corsi di formazione, non strettamente inerenti e necessari alla attività commerciale in questione e comunque non proporzionati al volume dell’attività svolta”.


IL CASH-BACK DI STATO

Passiamo adesso a esporre cos’è il cashback “di Stato”. Come anticipato nei paragrafi iniziali, il sistema cash-back è stato introdotto nella legge di bilancio n. 160 del 27 dicembre 2019, all’art. 1 commi 288 e seguenti, con l’intento di favorire il pagamento “tracciabile” mediante carte di credito o bancomat, sia online che offline. Il che, secondo il Governo, dovrebbe aiutare a contrastare l’elusione e l’evasione fiscale.
Difatti, altra misura prevista nella stessa legge è il progressivo abbassamento del tetto limite sotto il quale è possibile effettuare pagamenti con denaro contante.
Tornando al cash-back, in particolare, il comma 288 recita: “Al fine di incentivare l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, le persone fisiche maggiorenni residenti nel territorio dello Stato, che, fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, effettuano abitualmente acquisti con strumenti di pagamento elettronici da soggetti che svolgono attività di vendita di beni e di prestazione di servizi, hanno diritto ad un rimborso in denaro”.
Le condizioni, modalità ed importo del rimborso in denaro (se ad esempio fosse previsto o meno un ritorno di denaro ad ogni acquisto, in quale misura, con quali criteri, chi sono i soggetti interessati …) venivano delegati ad un successivo decreto ministeriale del Ministro dell’economia e delle finanze.
In ogni caso, la legge di bilancio già prevedeva la copertura finanziaria di questa misura, con un fondo di 3 miliardi di euro per gli anni 2021 e 2022, integrato dalle maggiori entrate derivanti dall’emersione di base imponibile conseguente all’applicazione della predetta misura. Cioè, essendo il cash-back finalizzato a contrastare l’evasione e l’elusione fiscale, si sarebbe auto-finanziato grazie all’aumento della “base imponibile” da esso stesso scoperta.
Questo fondo è stato tuttavia svuotato dal decreto-rilancio, per far fronte alle misure urgenti di sostegno dell’economia, messa in ginocchio dal lockdown.


COSA PREVEDE IL DECRETO AGOSTO SUL CASH-BACK DI STATO

L’art. 73 del decreto legge 104 del 14 agosto 2020 (cosiddetto decreto agosto) modifica la disciplina appena illustrata.
Il decreto ministeriale di attuazione, deve infatti regolare:

  • I casi in cui si avrà diritto al cash-back.
  • Le condizioni e le modalità di rimborso.
  • I criteri per l’attribuzione del rimborso, anche in relazione ai volumi ed alla frequenza degli acquisti.
  • Gli strumenti di pagamento elettronici.
  • Le attività rilevanti ai fini dell’attribuzione del rimborso.

Inoltre, i servizi di progettazione, realizzazione e gestione del sistema informativo destinato al calcolo del rimborso sono affidati a PagoPA S.p.A.: una società per azioni interamente partecipata dallo Stato, mentre le attività di attribuzione ed erogazione dei rimborsi, nonché’ ogni altra attività strumentale e accessoria, ivi inclusa la gestione dei reclami e delle eventuali controversie, sono affidate alla Consap – Concessionaria servizi assicurativi pubblici S.p.A..
Infine, è stata ripristinata la copertura economica della misura. La dotazione del fondo previsto, originariamente di 3 miliardi di euro per gli anni 2021 e 2022, è incrementata di 2,2 milioni di euro per l’anno 2020 e di 1.750 milioni di euro per l’anno 2021.
In conclusione, per potere tirare le somme di questo meccanismo, non possiamo che aspettare i decreti ministeriali di attuazione. Secondo quanto recentemente dichiarato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, il bonus pagamenti elettronici sarà “un meccanismo a punti, non di sconti, che consente di cumulare il vantaggio di un certo numero transazioni per avere indietro risorse che possono variare a secondo del numero di transazioni, potranno beneficiarne tutti i consumatori italiani e consentirà di avere questi rimborsi in tranche semestrali prima delle vacanze estive e poi dell’anno successivo”.

Potete richiedere una consulenza su un caso specifico, la sede dello Studio Legale Berti e Toninelli è in Piazza Garibaldi n. 5 a Pistoia. Offriamo in tutta Italia consulenza ed assistenza, in particolare presso i Tribunali di Pistoia, Prato, Firenze e Lucca. Potete contattarci al seguente link: https://www.btstudiolegale.it/contatti/